Nostro padre aprì questa bottega nel 1988,
quando il barbiere di quartiere era ancora un’istituzione: si entrava
la mattina di sabato, si aspettava in panchina chiacchierando, si usciva
dopo mezz’ora con il taglio e la barba fatti, le mani profumate di
bay rum e una mancia da mille lire infilata nel taschino della camicia.
Quarant’anni dopo, la bottega è rimasta uguale: stesso pavimento a
mosaico (rifatto solo nel pezzo davanti alla porta, dopo l’allagamento
del ‘94), stesse tre poltrone Belmont degli anni Sessanta
restaurate, stesso specchio inclinato sopra il banco. Quello che è
cambiato sono i prodotti — non quelli storici (Proraso, Saponificio
Varesino, Acqua di Parma sono ancora qui), ma le miscele moderne che
accompagnano nuove esigenze del cliente.
Nostro nipote Èdgar è il terzo a portare avanti la bottega: ha
vent’otto anni e ha imparato il mestiere stando seduto sulla poltrona
accanto a quella del nonno per dieci anni. Oggi gestisce le prenotazioni,
taglia con forbici e rasoio, e custodisce la stessa scopa di
ottone con cui il nonno spazzava i capelli a fine giornata.